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Vantate un credito negli USA?<br>Ecco la procedura rapida per recuperarlo! RECUPERO CREDITI NEGLI STATI UNITI
Vantate un credito negli USA?
Ecco la procedura rapida per recuperarlo!

Già è un problema quando abbiamo un cliente che non ci paga in Italia. Ma se questo si trova negli Stati Uniti? E' possibile fare un decreto ingiuntivo? C'è qualcosa di meglio perché negli USA non esiste il decreto ingiuntivo ma un ordine emesso da un giudice. Il bello è che si ottiene in qualche giorno...

 

Pensiamo al caso in cui l'unica obbligazione assunta dalla controparte sia quella di pagare alla societa' italiana una certa somma di denaro a titolo di corrispettivo per una prestazione effettuata piuttosto che per la fornitura di determinati beni. In caso di mancato pagamento, ahime' molto frequente nella prassi commerciale, il fornitore-esportatore italiano per ottenere ciò che gli spetta deve investire tempo e denaro nell'attività di recupero dei crediti.
Mentre, tuttavia, e' possibile per un'azienda italiana richiedere ed ottenere un decreto ingiuntivo nei confronti di un debitore italiano ed ora anche nei confronti di un debitore straniero, purche' residente in uno dei Paesi membri della Comunita' Europea, questa possibilita' risulta, invece, preclusa nel caso in cui il debitore sia residente negli Stati Uniti.
Il mancato utilizzo di tale strumento di tutela giurisdizionale rapida ha reso, pertanto, da sempre molto arduo, per gli esportatori italiani, recuperare i propri crediti negli USA, con il risultato che il debitore americano di fatto finiva, talvolta, con il godere di una sorta di impunità.
Questa situazione e' destinata, tuttavia, a terminare. Forse pochi, infatti, sono a conoscenza del fatto che esiste negli Stati Uniti una figura molto simile al decreto ingiuntivo italiano.
Tale provvedimento giudiziario, diffusissimo nella pratica e', in sostanza, un ordine, emesso dal giudice nei confronti del debitore, di versare la somma dovuta al creditore-ricorrente. La caratteristica che ne ha segnato il successo nella prassi applicativa, è la rapidità con cui viene rilasciato: dal momento del ricorso dell'avvocato al giorno in cui il debitore riceve la notifica possono trascorrere anche soltanto pochi giorni, contro i 3-4 anni necessari per ottenere una sentenza di primo grado.
Si tratta, in sostanza, di un provvedimento "perfetto", che può sì essere contestato dal debitore (tramite la c.d. "opposizione"), ma che, in caso contrario, diventa un "titolo esecutivo".
L'agilita' e i costi limitati di tale procedura, sono tali da suggerirne il ricorso a tutte le aziende che vantino un credito, anche di limitata entita', nei confronti di distributori, agenti, rappresentanti commerciali o semplici clienti morosi.
Non c'e' dubbio che la soluzione ideale sarebbe quella di evitare di essere costretti a ricorrere alle vie legali. Ma esiste in concreto questa possibilita'?
In effetti, sono individuabili alcune azioni di prevenzione poste in essere a livello contrattuale.
Frequentemente, assistiamo ad operazioni commerciali originate e concretate sulla base di ordinativi provenienti da soggetti esteri a cui fa seguito la fornitura dei prodotti da parte del fabbricante italiano, talvolta senza neppure che tale consegna sia preceduta da una conferma d'ordine di quest'ultimo contenente le proprie condizioni generali di vendita.
Questa prassi, largamente utilizzata nell'interscambio interno, non appare, tuttavia, adeguata a tutelare correttamente l'operatore italiano che affronta l'esperienza nel mercato internazionale e in quello statunitense, in particolare.
Nella situazione appena descritta il richiamo alla necessita' di autoregolamentare il rapporto commerciale con i propri partners d'oltreoceano appare di tutta evidenza.
A questo proposito, la legge americana offre al venditore italiano delle garanzie di cui occorre tener conto al momento di affrontare la trattativa.
E' bene premettere innanzitutto che non esiste, secondo la normativa commerciale americana, la figura guiridica del riservato dominio, per cui il venditore non puo' ritenere la proprieta' sulla merce venduta dopo la spedizione della stessa all'acquirente.
Esiste, tuttavia, una forma di garanzia accordata al venditore sui beni mobili e sui crediti del compratore ( in genere, si tratta di una garanzia che riguarda non solo la merce venduta ma tutti i beni di proprieta' del compratore).
Perche' sia efficace tra le parti occorrre, tuttavia, che tale garanzia sia convenuta per iscritto. La garanzia si perfeziona, poi, con la sua registrazione presso gli appositi uffici dello Stato nel quale si trova la sede legale della societa' acquirente.
Lo scopo della registrazione e' quello, evidentemente, di informare eventuali terzi della presenza, su determinati beni del debitore, di questa speciale forma di ipoteca.
Il venditore\creditore italiano acquisisce cosi' un diritto di priorita' sui beni indicati nella registrazione.
Se, per ipotesi, il bene"garantito" viene successivamente venduto dal debitore, la garanzia del venditore si trasferisce sul ricavato.
Inoltre, a meno che il bene non sia stato venduto ad un terzo di buona fede durante una regolare trattativa commerciale (come avviene nel caso dell'acquirente di una macchina da un concessionario), il creditore ha diritto di riprenderlo dal nuovo acquirente.
Il consiglio agli operatori italiani che intendano commerciare i propri prodotti negli Stati Uniti e', quindi, quello di far preparare da un legale di fiducia un apposito documento, che puo' assumere la forma di contratto o quella di semplice clausola contrattuale, nel quale disciplinare tutti gli aspetti legati alla creazione di tale garanzia, in modo da essere gia' tutelati in caso di mancato pagamento da parte dell'acquirente statunitense ed evitare cosi' il "fastidio" di un'eventuale azione in tribunale.

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